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Fin dall’antichità la calvizia non è stata mai accettata creando spesso un dramma tra gli uomini.
I capelli e l’estetica della folta chioma sono sempre stati associati alla bellezza, alla giovinezza e al vigore fisico dell’uomo.
La folta capigliatura associata alla criniera del leone rappresenta la forza; mentre la calvizia e la testa rasata veniva associata agli uomini di grande carisma religioso, intellettuale o a grandi condottieri o a uomini di Stato.
I più famosi personaggi spesso non erano contenti della loro calvizia, prova ne è che Giulio Cesare si pettinava portando avanti i capelli per mascherare la mancanza e per non essere preso in giro.
Molti altri uomini importanti hanno sentito analogo complesso: lo Zar Alessandro I° soprannominato il “ bullletto pelato”; Napoleone conosciuto come il “ petit tondu ” per allusione alla testa pelata e alla piccola statura.
Nella mitologia colui che possedeva una folta chioma veniva associato alla forza fisica come è testimonianza la vicenda biblica di Sansone.
Non solo tra gli uomini la calvizia ha minato la bellezza di molte donne nella loro femminilità. Infatti, le donne per ovviare alla calvizia indossavano parrucche con finti capel-li.

La bella Nefertiti li portava finti; la Regina Elisabetta I^ d’Inghilterra aveva circa 80 parrucche; Maria Stuarda condannata al taglio della testa al boia gli rimase in mano la par-rucca.

Quindi possiamo affermare che il problema della calvizia è un problema vecchio come il mondo e tutti hanno cercato di porvi rimedio.
Il fenomeno della perdita dei capelli è stato sempre una questione di immagine sia tra gli umili che tra i potenti.
I personaggi più potenti hanno cercato di porvi rimedio: L’imperatore Domiziano, non tollerava allusioni; l’imperatore Adriano, portava una speciale parrucca di capelli biondi;
i regnanti Francesi rispolverarono le parrucche come Luigi XII di Fran-cia; il Re Sole Luigi XIV che resero le parrucche le più famose e inci-priate da tutta la nobiltà dell’epoca.

La rivoluzione scientifica ha portato alle prime ipotesi sull’alopacia.
Solo nel XX secolo si sono avuti risultati sulla malattia per causa di un insieme di fattori come la predisposizione genetica, l’età e l’attività ormonale.
Fu in Giappone che si pensò di porre rimedio e nel 1939 il sig. Okuda, chirurgo, aveva effettuato con successo il primo trapianto di capelli della storia a seguito degli studi fatti nell’ottocento da un medico tedesco Johann Friedrich Dieffenbach.

Oggi, alla luce di tanta passata esperienza, ci sono nel mondo svariati “ centri per trapianto di capelli ”, aprendo una nuova speranza per centinaia di migliaia di persone, immalinconite dalla perdita di capelli.
Avvicinarsi alla terapia del trapianto, oggi, possiamo affermare con sicurezza che si raggiunge un risultato soddisfacente.

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